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La Locanda
del Gigante
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La Locandadel Gigante

Una comunità di accoglienza nelle campagne di Acerra: da più di trent’anni, senza sbarre e senza porte chiuse.

  • 0anno di fondazione
  • 0ospiti al massimo, mai di più
  • 0sbarre e porte chiuse

Capitolo I

La favola da cui tutto è nato

All’inizio doveva chiamarsi «la locanda dei nani»: qui, ognuno si sentiva un nano. Poi Carlo e i suoi ragazzi capirono che i nani, insieme, uno sull’altro, fidandosi l’uno dell’altro, possono diventare un gigante. Così questo casolare alla periferia nord di Acerra, nel cuore di una terra ferita che ha scelto di rinascere, è diventato la Locanda del Gigante: il luogo delle favole. Perché le favole, diceva Carlo, possono guarire.

A fondarla, nei primi anni Novanta, è stato Carlo Petrella — sociologo, già dirigente del servizio antidroga della Regione Campania, per tutti qui semplicemente «il Dottore». Credeva nella terapia del contatto, in una convivenza pelle a pelle: il suo studio era anche la sua camera da letto, per vivere davvero in mezzo ai ragazzi, fino all’ultimo giorno.

Alla sua scomparsa, nel 2022, Carlo ha lasciato alla comunità un’unica consegna: continuare. Oggi la sua famiglia e i volontari portano avanti la Locanda con lo stesso spirito di sempre, perché questo posto resti quello che è: un approdo per chi arriva da percorsi difficili e cerca un modo per ricominciare.

La masseria della Locanda del Gigante circondata dagli orti della comunità
La masseria in contrada Grottareale, con gli orti coltivati dalla comunità.
Carlo Petrella, il fondatore, in piedi tra le zucche sotto la tettoia della Locanda
Il Dottore tra le sue zucche, sotto la tettoia della masseria.

In sua memoria

Il Dottore

Carlo Petrella ha attraversato mezzo secolo di lotta alle dipendenze prima di piantare qui la sua ultima zattera. La sua storia, in sei date.

  1. 1972Lascia il sacerdozio: era il parroco di Acerra, e sceglie di vivere la fede nel fare, da sociologo in mezzo agli ultimi.
  2. 1986A Torre Annunziata fonda «Ban», nel nome di un amico morto in solitudine: un centro senza costrizioni, la Ban-mobile per portare la terapia in strada, la prima casa pubblica di recupero in Italia.
  3. 10 dicembre 1987Viene arrestato con l’accusa di spaccio di metadone: tredici giorni a Poggioreale, mentre la città scende in piazza per lui.
  4. Tre anni dopoAssolto con formula piena, per non aver commesso il fatto. Le sue intuizioni diventeranno in parte legge, con la nascita dei SerT.
  5. 1991Torna nel paese dov’era stato ragazzo e parroco e, con l’aiuto della sua amata moglie, è riuscito a creare la Locanda del Gigante in una masseria nel bosco di Acerra.
  6. 19 settembre 2022Se ne va a 79 anni. Le sue tre figlie e i volontari raccolgono la sua consegna.

Le sue battaglie le ha raccontate anche nei libri: «Droghe e favole» e «Caro Antonio», una lunga lettera a un amico che portava scritto in copertina: questo libro ha il costo di una zappa.

Non fate morire La Locanda.

Dalla sua lettera-testamento, settembre 2022
La torre di legno della Locanda, con una stella e una luna in cima, accanto ai campi appena arati
La torre della Locanda, con la sua stella, veglia sui campi appena arati.

I frutti della terra

Un vasetto del miele della Locanda, con la piana di Acerra sullo sfondoMiele

Prezzo: 7 €

La raccolta delle zucche nei campi della LocandaZucche

Prezzo: 1 €/kg

Tutti i frutti della terra →

Capitolo II

Una comunità senza sbarre né porte chiuse

La Locanda accoglie persone che vivono la dipendenza, ragazzi a rischio, ex detenuti a fine pena — mai più di otto, seguiti in piccoli gruppi e circondati da persone che stanno bene. Qui nessuno è rinchiuso e nessuno dà ordini o punizioni: ognuno è libero di scegliere, ogni giorno, se partecipare alla vita e al lavoro della comunità. È una convivenza tra chi sta bene e chi sta male, dove ci si prende cura gli uni degli altri.

  • ConvivenzaSi vive insieme, pelle a pelle: la casa, la tavola, il lavoro dei campi.
  • LibertàNessuna sbarra, nessuna porta chiusa: si resta per scelta.
  • AutonomiaNon regole e punizioni, ma persone aiutate a ritrovare la propria strada.
  • Cultura del donoIl fare collettivo, la partecipazione, la solidarietà di chi passa di qui.
La raccolta delle zucche nei campi della Locanda

Capitoli III e IV

La terra e i suoi frutti

Scopri la nostra terra

Aiutaci a non far morire la Locanda

La Locanda vive grazie al lavoro dei suoi ospiti e alla generosità di chi crede in questa storia. Ogni contributo, piccolo o grande, serve a tenere aperta una casa che non chiude mai la porta a nessuno.

Con una donazione

Puoi sostenere le attività della comunità con un bonifico alla Fondazione. IBAN: IT66Z0760103400000084963602

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La Locanda è aperta a volontari, scuole e gruppi che vogliono conoscerla e dare una mano nei campi e nei laboratori.

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Compra le mammarelle, lo zafferano e il miele della comunità: ogni acquisto sostiene un percorso di rinascita.

La Locanda vive del lavoro dei suoi ospiti e del sostegno di chi la ama: ogni contributo va alla vita quotidiana della comunità.

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Destina il 5×1000 alla Fondazione La Locanda del Gigante Onlus: nella dichiarazione dei redditi, firma e scrivi questo codice fiscale.

93031730638

Dove siamo

La Locanda si trova nelle campagne alla periferia nord di Acerra, in provincia di Napoli. Venire a trovarci è il modo migliore per conoscerla.

Per chi cerca aiuto
Se stai combattendo con una dipendenza — o la sta vivendo qualcuno che ami — scrivici o vieni a trovarci: qui si entra da una porta che non è mai chiusa.392 9673152Scrivici su WhatsApp
Indirizzo
Contrada Grottareale, 80011 Acerra (NA)
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La porta è sempre aperta.

Per chi ha bisogno di ricominciare, e per chi vuole dare una mano.

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